Fumagalli Moda SA

Fumagalli dal 1857

Sono trascorsi 150 anni da quando, giunto dal Varesotto, Giovanni Fumagalli aprì a Lugano, nell'attuale Piazzetta Maraini, un piccolo negozio di stoffe. L'inventario datato 15 agosto 1857, elencava per un totale di Fr. 19'743.18, in bella calligrafia, 80 metri di stoffa di cotone a 85 centesimi al metro, 34 gilet di lana a un franco e venti centesimi, 44 fazzoletti assortiti a Fr. 1.29 l'uno.
A quell'epoca, al posto dell'attuale Contrada di Sassello vi era un vicolo stretto, che dalla Via Motta di oggi conduceva alla "Piazzetta del pesce" . Così chiamata per le bancarelle sulle quali erano esposti salmerini e carpe, tinche e agoni portati a braccia di prima mattina dalla vicina riva del lago. Quelle dei pesci non erano però le sole bancarelle. In quel vicolo Giovanni Fumagalli aveva la sua dove, ogni mattina, trasportava gli utensili di sartoria per dimostrare ai clienti ed ai passanti (come erano uso fare allora anche calzolai o orefici) la genuinità del lavoro eseguito.
Da quella modesta sartoria, aperta 150 anni fa, è sorto progressivamente uno dei più prestigiosi negozi di abbigliamento della Svizzera. Un'evoluzione attraverso le varie trasformazioni che la città andava vivendo, sempre rimanendo fedele ad una particolare fisionomia, fatta di stile e di misura, professionalità e affidabilità; una visione sempre spalancata oltre i nostri orizzonti che contribuì a fare di Fumagalli un punto di incontro di notorietà internazionale, distinguendolo cosi dalle innumerevoli boutique sorte nel frattempo.
Nella vecchia sartoria di fine Ottocento venivano venduti tagli di stoffa per abiti o camicie, panni, coperte e biancheria per la casa. Ma l'attività principale divenne progressivamente quella della confezione di vestiti su misura. Anche quando, scomparso il fondatore, la ditta prese il nome di "Figli di Giovanni Fumagalli" e quindi di "Egidio figlio di G. Fumagalli", allorché uno dei tre fratelli che si occupavano del negozio lo rilevò completamente, pur continuando a dirigerlo in collaborazione con il fratello Giuseppe. Certo, non erano più i tempi dell'inizio, quando ancora si saliva nelle valli a proporre la merce con il carretto. Ma la sartoria e merceria rimase a lungo di tipo molto popolare: i clienti più assidui erano i contadini della campagna e gli operai dei cantieri attorno alla cittadina nascente che acquistavano il fustagno proveniente da Novi Ligure, venduto a un franco e mezzo al metro. O il vestito per la festa, che finiva per durare dieci o vent'anni perché le occasioni di indossarlo non erano di certo numerose.
L'attività principale andava comunque evolvendosi: oltre ad avere alcuni "viaggiatori" che vendevano le stoffe e prendevano le ordinazioni non solo in Ticino ma anche Oltre Gottardo, la ditta stava attrezzandosi con un aggiornatissimo laboratorio specializzato nella confezioni di uniformi. Fumagalli divenne cosi uno dei fornitori privilegiati del Dipartimento Militare cantonale, di quello federale della Dogane, le Ferrovie federali, la polizia, i trasporti cittadini. Fu in particolare sotto la direzione di Egidio Fumagalli, nonno, rispettivamente bisnonno degli attuali titolari che a partire dagli anni della Prima Guerra mondiale, il laboratorio specializzato nella confezione di uniformi ebbe il massimo impulso.
Ma è negli anni Trenta che quella lenta, continua trasformazione doveva assumere le prime connotazioni di un itinerario che finirà per giungere ai tempi nostri. Nel negozio iniziarono ad apparire i primi articoli di abbigliamento confezionati: dai più semplici, le cravatte, per passare gradualmente ai pullover che andavano sostituendo i gilet, quindi le camicie, gli impermeabili inglesi, che dal 1936-37 divennero estremamente ricercati. Egidio Fumagalli scomparve nel 1942, e gli successe il figlio Silvio che da qualche anno era già in ditta. Gli anni della Seconda Guerra segnarono la massima espansione del laboratorio delle uniformi che arrivò ad occupare un centinaio di persone; mentre già l'intuizione di Silvio andava potenziando la vendita di articoli confezionati, sempre più destinati ad un pubblico anche internazionale; e la sartoria che, da popolare si faceva sempre più raffinata e destinata ad un pubblico di elite. Tra il 1945 ed il 1955, favorita anche da particolari condizioni doganali la reputazione e la concorrenzialità di Fumagalli varcava sempre più i confini; tanto da chiedersi, nella buona norma dell'erba del vicino, se non diventasse più riconosciuta ed apprezzata da una clientela estera piuttosto che locale.
Nel 1959, alla scomparsa prematura di Silvio Fumagalli, gli succedeva il figlio Fabio. Si era ormai agli anni della forte e determinante mutazione economica, sociale e ambientale che doveva cosi fortemente incidere sulla città di Lugano. Se si consolidava sempre più la linea del negozio quale rappresentante delle grandi marche internazionali, della tradizione di alta qualità inglese, francese o italiana, era grazie all'arrivo in ditta della moglie di Fabio, Jacqueline, che un ulteriore aggiustamento di rotta contribuiva a conferire a Fumagalli nuovi, moderni sviluppi. Gli anni 60-70 segnano infatti l'avvento degli Stilisti, e di quel fenomeno che doveva condizionare il mondo della moda internazionale fino ed oltre i giorni nostri. Giorgio Armani aveva iniziato da pochi mesi la carriera che sappiamo e Fumagalli era già entrato in stretto contatto con una dimensione dalle sinergie sempre più evidenti. Ma non solo Armani: una costellazione di grandi nomi dell'universo stilistico francese, italiano, inglese, giapponese o americano degli ultimi trent'anni finiva per apparire (o scomparire, a seconda delle fortune di un aspetto della nostra società tra i più chiacchierati e talvolta evanescenti) nelle vetrine sempre accattivanti di via Nassa.
Nell'ultima decade un'ulteriore generazione, la quinta, è giunta a caratterizzare quella che costituisce una saga commerciale ormai rara nella Svizzera Italiana. Grazie alla visione manageriale della figlia di Fabio e Jacqueline, Francesca Fumagalli, all'apporto tecnico e logistico di Michele Ostini, la Casa luganese si è mossa ancora di recente con un dinamismo che ha conferito ulteriore prestigio al centro cittadino. Concentrata a Lugano un'attività che non andava distribuita per non disperdere il proprio livello di eccellenza, collocato negli spazi del proprio stabile il compagno storico di viaggio, la parigina Hermès, Fumagalli si è trasferito pochi metri accanto, al numero 2 di Via Nassa. In due piani di vendita ancora più razionali e luminosi, con un giro di vetrine ancora più attraente, continua a rappresentare per Lugano, i suoi abitanti ed i suoi ospiti uno dei più raffinati e invidiabili punti di riferimento.